"Eh?!?!"
Il tempo di formulare mentalmente la mia battuta successiva "E tu chi diavolo dovresti essere?" che il ragazzino si era già accomodato di fianco a me e messo a rosicchiare gli avanzi del pane abbandonati sulla tavola.
"Ma come chi sono! Il tuo fratellino no?" mi disse strizzandomi complice l'occhio.
"Il mio fratellino affamato mi pare di capire.."
"Eh già!" sorrise lui. "Come te la passi?"
In quello riapparve da dietro il bancone Agostino, cullando tra le braccia con estrema riverenza un volume dalla copertina verde scuro.
"Ma signorina! La lascio cinque minuti e subito la trovo in nuova compagnia. Certo che la gente non sa proprio starle lontana sa!"
"In effetti oggi la cosa inizia a stupire anche a me"
Mi voltai verso il ragazzino e lo colsi con le mani nel sacco, o meglio nella sportina, a curiosare tra gli oggetti del mio compagno di viaggio. "Ma che tanfo questo coso!"
"Senti ragazzino adesso smettila di frugare tra le mie cose e levati di torno. Un pò di pane te lo lascio volentieri ma non intendo certo prenderti a carico! Ce l'hai un posto dove andare?"
"Stronza! Sì certo che ce l'ho comunque."
"Però, simpatico il tuo amico!" sibilò Agostino osservandomi divertito.
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