mercoledì 20 ottobre 2010

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"Signore! Aspetti! Ha dimenticato la borsetta!". Niente da fare, ormai era scomparso tra la nebbia e le persone in lontananza rese tutte l'una uguale all'altra dalla mia miopia.
E così fu il fischio del treno a rendermi consapevole della cazzata appena commessa: scendere alla stazione sbagliata, in un luogo sconosciuto. Il tutto per accorrere in aiuto di un'anima sbronza conosciuta da pochi minuti. Mi ritrovai con in mano una borsetta di plastica gialla con all'interno due bottiglie da 66 cl di birra Moretti, un infeltrito e maleodorante maglione verde ed un blocco da disegno che la buona educazione mi impedì di sbirciare. "Potrebbe pure essere un ladro ed avere le mappe delle case da svaligiare appuntate su quei fogli, certe cose meglio non saperle". Il treno nel frattempo aveva diligentemente ripreso il suo cammino lasciandomi sul marciapiede della stazione a riflettere. "Cosa diavolo mi ha fatto alzare culo da quel sedile, maledizione!". Mi piaceva pensare fosse stato l'altruismo la lodevole molla che mi fece scattare ma in fin dei conti sapevo benissimo ch'era soltanto la mia ipocrisia a tentare di farmelo credere. Non avevo alcuna voglia di raggiungere Bologna, troppi sacchi vuoti intorno. Troppo frastuono senza melodia.
Ero poco più che ventenne all'epoca e cercavo qualcosa. Qualcosa da raccontare.
Ma in quel frangente più che altro cercavo qualcosa da magiare, si stava facendo buio e quello che mi ero lasciata sfuggire era l'ultimo treno della giornata. Per cui mi diressi fischiettando fuori dalla stazione, alla ricerca di qualche passante da molestare alla ricerca di alcune dritte su dove sfamarmi e passare la nottata.


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