"Signorina, non può passare per di lì: transito vietato" chiosò un uomo dietro di me. Allora mi girò e mi accorsi che in effetti il divieto di accesso anche per i pedoni era segnalato da un cartello grande come un elefante.
"Ah, vedo! Mi scusi"
"Eh eh, ragazza tutta presa a fischiettare! Non è di qua?"
Avvicinandosi l'uomo si rivelò essere un vecchietto che aveva bisogno del bastone, un possente bastone grigio, per stare in piedi.
"No, sono scesa dal treno appena adesso. Però ho sbagliato stazione. Quindi se mi potesse indicare un posto dove mangiare e dove dormire sarebbe il massimo!"
"Pensavo" riprese il vecchio, indicando con il bastone la borsetta di plastica "che fosse una ragazza intenta ad andare a festeggiare con qualcuno, invece è solo una ragazza con due birre in una sportina"
"In realtà non sono mie, le han dimenticate in treno"
"Eh eh" Il vecchietto sorrise con una finta malizia e iniziò a riflettere sulle indicazioni da riferirmi.
Mi guardavo intorno nel frattempo. Mi venne in mente di quando mi ero persa con papà a Milano, tanti anni fa. Ero piccola a quel tempo e la città maledettamente immensa e alta. Ricordai quando per un momento persi il contatto della mano di mio padre e sentii un brivido che partiva dai piedi per esplodermi nel cuore. Un brivido che mio padre spense subito, sfiorandomi le dita. C'eravamo persi, ma io sentivo una sicurezza dentro, mi sentivo protetta da quell'uomo buono, dalla barba incolta.
"Guardi, può venire nella mia direzione. Proprio sotto casa mia c'è una locanda abbastanza economica. Non è il massimo, le dico subito, ma i locandieri sono persone molto buone"
"Va bene, mi fido di lei. E' molto lontana la locanda?" Avevo bisogno di andare in bagno.
Dopo cinque minuti ci trovammo davanti ad un edificio rosso. Aveva tre piani che si alzavano possenti verso la notte blu che si stava sporcando del grigiore della nebbia. Stava arrivando l'inverno.
"Eccola qui. Io abito al terzo piano. Mi ha fatto piacere incontrare una persona felice"
"Felice?" chiesi, quasi sconvolta.
"Sì, signorina, felice".
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